Come funziona il check-up assicurativo, passo dopo passo

Assicurazione Come funziona il check-up assicurativo, passo dopo passo

Chi sente parlare di check-up assicurativo per la prima volta spesso immagina una specie di visita di controllo per le proprie polizze. L’immagine regge, ma va chiarita una cosa: non esiste una definizione normativa di check-up. È una pratica di mercato, un modo con cui molte agenzie organizzano l’incontro con il cliente. Per capire come funziona il check-up assicurativo conviene quindi partire da ciò che è certo, cioè gli obblighi che le regole impongono all’intermediario, la figura che fa da tramite fra te e la compagnia nella distribuzione delle polizze. In questa guida segui il percorso dal lato di chi si siede alla scrivania: perché ti vengono fatte certe domande, quali documenti devi ricevere, come controllare con chi parli e su quali clausole insistere. Tempi e modalità pratiche del servizio, invece, si concordano con l’agenzia.

Perché l'agenzia ti fa tante domande?

Perché è tenuta a farle: secondo l’IVASS, l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni, il distributore deve valutare le tue richieste ed esigenze come condizione per poterti vendere una polizza, e se la valutazione è sbagliata ne risponde direttamente. In gergo si chiama demands and needs test. Le informazioni raccolte dipendono da ciò che ti serve: ove pertinenti, possono riguardare l’età, lo stato di salute, l’attività lavorativa e il nucleo familiare, oltre alle polizze che hai già in essere. Lo scopo è proporti solo contratti coerenti con la tua situazione, non compilare un modulo per abitudine. Accanto a questo c’è un dovere più generale: chi distribuisce assicurazioni deve agire in modo onesto, corretto e professionale per servire al meglio i tuoi interessi, anche quando non presta consulenza. Per questo una domanda che sembra personale, come chi dipende dal tuo reddito, di solito ha un legame diretto con la copertura da valutare

Quali documenti deve consegnarti l'agenzia prima della firma?

Prima di firmare devi ricevere informazioni oggettive e comprensibili sul prodotto, così da decidere in modo informato. Lo strumento principale è il DIP, il documento informativo precontrattuale: una scheda standard che riassume che cosa è assicurato, che cosa no e quali obblighi hai. Spesso è affiancato dal DIP aggiuntivo, che entra più nel dettaglio e il cui formato è disciplinato dal Regolamento IVASS 41/2018. Con il Provvedimento IVASS 147/2024 il DIP aggiuntivo ha un limite di tre pagine A4, estendibili a quattro solo in via eccezionale. A questi si aggiungono l’informativa sul distributore e gli altri documenti precontrattuali previsti, da consegnare prima di sottoscrivere la proposta o il contratto. Un consiglio pratico: chiedi di avere i documenti con un po’ di anticipo, leggili con calma e segna i passaggi poco chiari. Durante l’incontro puoi farteli spiegare uno per uno, senza fretta.

Come verifico che l'agenzia sia autorizzata?

Basta controllare gli estremi di iscrizione nel RUI, il Registro Unico degli Intermediari assicurativi, consultabile sul sito dell’IVASS. Gli estremi si trovano nell’informativa sul distributore, un documento che riporta i dati dell’intermediario, le attività svolte, gli eventuali conflitti di interesse e gli strumenti di tutela a disposizione del contraente, cioè di chi stipula la polizza. Secondo le fonti di settore, oltre a essere consegnata al cliente, questa informativa può essere affissa nei locali dell’agenzia o pubblicata sul suo sito. Con il numero di iscrizione in mano la verifica si fa da casa, e ti permette di sapere in che veste opera chi hai davanti. È un controllo che vale per qualunque intermediario e che conviene fare prima di firmare qualsiasi documento. Se qualcosa non torna, per esempio un nome diverso da quello indicato sui moduli, è buona regola chiedere chiarimenti prima di andare avanti con il check-up o con una proposta.

Valutazione delle esigenze o consulenza: che differenza c'è?

La valutazione delle esigenze è sempre dovuta, la consulenza no: secondo le fonti di settore, con la direttiva europea sulla distribuzione assicurativa (IDD) la consulenza è diventata un servizio accessorio, offerto a discrezione del distributore. In pratica, ogni agenzia deve capire di cosa hai bisogno e proporti solo prodotti coerenti. Quando presta consulenza, invece, fa un passo in più e ti rilascia una raccomandazione personalizzata, cioè una spiegazione del perché un certo contratto è ritenuto il più indicato per te. Le stesse fonti citano anche una forma di consulenza imparziale, con regole proprie. Durante un check-up è utile chiarire subito quale servizio stai ricevendo, perché cambia ciò che puoi aspettarti alla fine dell’incontro. Chiedere «mi state facendo una raccomandazione personalizzata o mi presentate prodotti coerenti con le mie esigenze?» è del tutto legittimo. Le regole precise dipendono dal prodotto e dal servizio scelto: su questo è l’agenzia a darti il quadro corretto.

Come verifico che l'agenzia sia autorizzata?

Basta controllare gli estremi di iscrizione nel RUI, il Registro Unico degli Intermediari assicurativi, consultabile sul sito dell’IVASS. Gli estremi si trovano nell’informativa sul distributore, un documento che riporta i dati dell’intermediario, le attività svolte, gli eventuali conflitti di interesse e gli strumenti di tutela a disposizione del contraente, cioè di chi stipula la polizza. Secondo le fonti di settore, oltre a essere consegnata al cliente, questa informativa può essere affissa nei locali dell’agenzia o pubblicata sul suo sito. Con il numero di iscrizione in mano la verifica si fa da casa, e ti permette di sapere in che veste opera chi hai davanti. È un controllo che vale per qualunque intermediario e che conviene fare prima di firmare qualsiasi documento. Se qualcosa non torna, per esempio un nome diverso da quello indicato sui moduli, è buona regola chiedere chiarimenti prima di andare avanti con il check-up o con una proposta.

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